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Tutto pronto per il lancio di Vega, il vettore italiano che porta in orbita i satelliti

02.09.2012 · Posted in Cooperator-Veritatis
Il lanciasatelliti Vega

Il lanciasatelliti Vega

Vega: è tutto pronto, si parte. Il primo volo del lanciatore europeo per satelliti di piccole dimensioni è stato confermato per il 13 febbraio, alle 11 ora italiana. Alla base di Kourou, nella Guyana Francese, si lavora febbrilmente per rispettare la nuova data dopo uno slittamento di 3 giorni a causa di una piccola anomalia riscontrata su uno dei sistemi di distacco degli stadi. Il vettore europeo di generazione avanzata, Vega appunto, è un progetto avviato nel 1998. Con una misura di 30 metri di altezza, 3 di diametro massimo e 137 tonnellate di peso, Vega è un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni, fino a 1.500 chilogrammi, e completa la famiglia di lanciatori europei, composta da Ariane 5 per satelliti fino a 5 o 6 tonnellate e dalla Soyuz per satelliti fino a 3 tonnellate. “Vega dimostra la nostra eccellenza nazionale anche nel settore lanciatori. Sarà fondamentale nei prossimi mesi dimostrare la sua affidabilità e convenienza, per garantire un mercato all’altezza dell’importanza del progetto – sottolinea a Panorama.it Marco Airaghi, consigliere del ministro della Difesa per il settore aerospaziale -. Con il lancio di Vega, l’Italia conferma la sua vocazione spaziale e il ruolo fondamentale nel settore da decenni conquistato”.Vega è molto italiano e non solo per il finanziamento di oltre 400 milioni di euro sui 700 complessivi di costo. Costruito per il 65% in Italia negli stabilimenti della Avio a Colleferro, in provincia di Roma, il lanciatore è il punto di arrivo di un percorso di sviluppo cominciato in Italia a metà degli anni ’90. “Il Gruppo Avio, tramite la società Elv costituita nel 2000 con l’Agenzia spaziale italiana, 70% di Avio 30% dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), proprio per gestire il nuovo programma, è prime contractor del lanciatore e coordina 40 aziende di 12 paesi europei – spiegano a Panorama.it dall’ufficio stampa di Avio. L’Italia diventa così uno dei 6 paesi al mondo in grado di realizzare un lanciatore completo”. Le altre aziende italiane che partecipano al progetto sono Vitrociset, responsabile delle operazioni di terra, Telespazio, Cira, CGS, Selex Galileo. L’Italia è il maggior finanziatore del programma (65%), seguita da Francia (12,43%), Belgio (5,63%), Spagna (5%), Paesi Bassi (3,5%), Svizzera (1,34%) e Svezia (0,8%). A livello europeo il programma Vega è sostenuto, oltre che dall’Italia, da Francia, Belgio, Olanda, Spagna, Svezia e Svizzera.

Vega è un sistema complesso, con computer di bordo e software di navigazione che è la parte vitale in un lancio multiplo come questo. Per stavolta sarà usato il collaudatissimo software di Ariane ma dal prossimo volo sarà utilizzato il software italiano, di ultima generazione, ancora migliore. In questo suo primo decollo il piccolo lanciatore porterà in orbita nove satelliti, quattro dei quali italiani. Si tratta di Lares, Laser relativity satellite, dell’Asi, di AlmaSat-1, dell’università di Bologna. Poi due mini satelliti: e-st@r, realizzato dal Politecnico di Torino, e UniCubeSat-GG, realizzato dal gruppo Gauss della Scuola di ingegneria aerospaziale dell’università “La Sapienza”.

“I necessari tagli dei bilanci statali impongono anche alla nostra Agenzia spaziale una consistente riduzione dei programmi. Per poter competere a livello mondiale, l’industria nazionale dovrà dimostrare di essere competitiva anche nei programmi nazionali – conclude Airaghi -. Anche il sistematico ricorso allo sviluppo duale dei programmi sarà uno dei pilastri della politica spaziale italiana dei prossimi anni, per massimizzare il valore dei fondi disponibili, facendo sistema dei fondi di Asi e ministero della Difesa”.

Il lancio sarà protagonista anche sul web. Sarà trasmesso in diretta in diretta streaming su AsiTv. E per prendere parte attivamente all’iniziativa, basterà comporre un testo di 140 caratteri nello spazio dedicato sul sito internet www.tweetnellospazio.it o sul proprio account di Twitter, inserendo nel tweet l’hashtag #tweetnellospazio. Tutti coloro che aderiranno all’iniziativa avranno l’onore di vedere i propri pensieri proiettati sul nuovo vettore Vega. I tre “cinguettii” più significativi, partiranno per lo spazio nelle prossime due settimane.

Dalla sede torinese di Avio ci dicono che il satellite è stato montato ed è stata completata quella che si chiama “qualifica operazionale” (ground qualification review). A Kourou la campagna di integrazione del modello inerte del lanciatore, dal primo fino al quarto stadio, è quasi terminata. Emozione? “Tanta. Soprattutto per chi lavora a questo progetto da tanti anni”, confermano da Avio.

Descrizione tecnica:

Vega è un razzo-vettore a quattro stadi, i primi tre stadi sono alimentati da propellente solido, il quarto stadio è costituito da un modulo a propellente liquido. È stato progettato per una missione che prevede il lancio di uno o più satelliti fino ad un peso complessivo di 1500 kg e la sua/loro immissione in un’orbita circolare sincrona con il Sole a una quota di 700 kilometri. Diminuendo il carico, può aumentare la quota dell’orbita. È possibile modificare anche l’inclinazione dell’orbita rispetto all’equatore terrestre, andando da orbite polari a orbite equatoriali. In generale l’intervallo di carico utile che Vega sarà in grado di lanciare va dai 300 kg a circa 1500 kg.

Altezza totale: 30,152 metri

Diametro max: 3,005 metri

Peso totale: 136 tonnellate

Innovazione tecnologica

Vega è un esempio dell’applicazione di tecnologie innovative che testimonia la leadership di Avio nella propulsione e la sua capacità di sistemista con competenze relative anche all’avionica del lanciatore Il motore del primo stadio, il P80, è un dimostratore tecnologico, progettato con tecnologie innovative come l’utilizzo della fibra di carbonio, che saranno applicate anche alle future versioni dei motori degli Ariane5. (La tecnologia dell’avvolgimento in fibra di carbonio si può vedere e filmare a Colleferro).

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