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Verità del mondo

Verità del mondo – Hans Urs Von Balthasar

<<Quella prima domanda, se ci sia  in genere verità, potrebbe apparire comparabile con il primo tremante colloquio di un adolescente con una fanciulla, il cui risultato era la certezza che ella lo amava. Ma sarebbe uno strano amante quello che si accontenta della verifica di questo dato di fatto e per il quale esso non diventa, come una porta spalancata, il punto di partenza di una vita d’amore. In questa vita l’eterna domanda tra amanti (“mi ami tu?”) sarà ogni giorno nuova e viva; ,mai l’amore si interroga o viene interrogato abbastanza, perchè non ne ha mai abbastanza di sentire la risposta di conferma, e dietro ogni risposta una nuova domanda, dietro ogni certezza una nuova prospettiva e apertura. Ma la sempre nuova domanda avrà un carattere tutto diverso di quella prima domanda quanto alla nuda realtà dell’amore. Essa si muove ora all’interno dello spazio dell’amore stesso, è parte della sua vitalità, della sua essenza, presuppone l’esistenza dell’amore sulla cui esistenza essa si interroga; e la presupposizione di quanto viene chiesto esprime evidentemente molto più profonda verità che non la prima domanda che vi si accostava appena. Hanno dunque ragione anche quei filosofi i quali all’alunno, che si trova incerto e smarrito davanti al problema della verità, danno il consiglio di gettarsi prima nella corrente, per esperire, corpo a corpo con l’onda, che cosa è l’acqua e come vi si avanza. Chi non arrischia questo salto non sperimenterà mai che cosa è nuotare, e così anche chi non osa il salto nella verità non raggiungerà mai la certezza della sua esistenza. Questo primo atto di fede, della fiducia che si butta, non è affatto irrazionale; è la pura premessa ad accertarsi in via di principio dell’esistenza del razionale. … Come il nuotatore deve sempre nuotare per non andare a fondo, nonostante che si sia reso sempre più magistrale nella sua arte natatoria, così anche l’amante deve vivere ogni giorno in modo nuovo e originale nell’amore e interrogare l’amore, e così deve alla fine anche il conoscente porsi ogni giorno nuova la domanda sull’essenza della verità, senz’essere per questo uno scettico sterile e distruttivo. … La verità comincia solo con la frequentazione con essa a sviluppare la sua inesauribile ricchezza, che si fa anzi sempre più inesauribile.>>  [Hans Urs Von Balthasar - Verità del mondo]

<<Il mondo, così come concretamente esiste, è un mondo che sussiste positivamente o negativamente in un rapporto con il Dio della grazia e della rivelazione sovrannaturale, e che in un simile rapporto non si danno punti o superfici neutrali. Il mondo, come oggetto della conscenza, è da sempre inalveato in questa sfera sovrannaturale, e così analogamente il potere conoscitivo dell’uomo si trova anch’esso sotto la positiva premessa della fede o sotto quella negativa della miscredenza. La filosofia, quanto più si avvicina all’oggetto concreto e quanto più presume dal suo potere conoscitivo concreto, tanto più si troverà a includere, consapevolmente o meno, dati teologici. Il sovrannaturale si radica appunto nelle più intime strutture dell’essere, per impregnarle come un lievito, per attraversarle come un soffio e un aroma onnipresente. E’ solo impossibile, ma sarebbe anche folle, voler bandire ed escludere con ogni mezzo quest’aroma della verità sovrannaturale dalla ricerca filosofica; il sovrannaturale è troppo fortemente impregnato nella natura perchè questa possa essere ancora ricostruita nel suo stato di natura pura>> Perciò è ragionevole solo <<descrivere la verità del mondo nella sua prevalente mondanità, senza tuttavia escludere la possibilità che la verità così descritta implica elementi che sono di immediata derivazione divina … Ciò che viene detto sull’amore, sulla grazia, sul sorvolare e dimenticare, e così via, avrebbe potuto essere scoperto senza l’irradiamento di luce teologica? … La ragione ultima di questo carattere misterioso di ogni conoscibile si illumina veramente solo quando venga riconosciuto il carattere creaturale di ogni cosa oggettivamente conoscibile, cioè il nascondimento della sua verità ultima nello spirito del Creatore, il quale soltanto può dire il nome eterno delle cose.>> [Hans Urs Von Balthasar - Verità del mondo]

Dove reperire il saggio:

BOL.it

IBS.it

unilibro

Libreria universitaria

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